La psoriasi artropatica è un’infiammazione caratterizzata dalla presenza contemporanea di psoriasi cutanea e di artrite.

Di solito, però, la malattia colpisce prima la pelle, mentre i sintomi dell’artrite insorgono in un secondo momento, spesso con una certa gradualità.

Per questo, buona parte della letteratura medica la considera come un’evoluzione della psoriasi alla quale va incontro circa il 30% dei pazienti.

Anche la psoriasi artropatica è di natura autoimmune, poiché il sistema immunitario, attraverso il quale l’organismo si difende dagli agenti esterni, aggredisce anche la pelle e le articolazioni.

Benché la ricerca abbia compiuto diversi passi in avanti nel corso degli ultimi 5 anni, non c’è una cura definitiva per la malattia, a tutti gli effetti cronica.

I sintomi possono però essere alleviati e ridotti e il progredire della patologia stessa può essere rallentato o, secondo alcuni, addirittura fermato. Fondamentale, in ogni caso, è una diagnosi precoce.

Ma come insorge la psoriasi artropatica?

È ormai appurato che tra i motivi della comparsa della malattia figurino cause genetiche, oltre a fattori ambientali e ad altre patologie delle quali si è sofferto o si soffre.

Le ragioni esatte della comparsa non sono però ancora state individuate con esattezza, fermo restando che si tratta di un insieme di fattori, alcuni dei quali scatenanti come infezioni, carichi di lavoro o di preoccupazione che producono stress continui ed eccessivi, episodi depressivi.

Si tratta di fattori che chiamano in causa il sistema immunitario e che, costringendolo a uno sforzo particolare, possono comprometterne la funzionalità che finisce per rivolgersi verso lo stesso organismo da proteggere.

Che cosa fare?

Se avvertite alcuni sintomi iniziali, specie se siete già affetti da psoriasi, rivolgetevi subito al medico di base e allo specialista che vi ha in cura, facendo presente la nuova situazione.

Questi sintomi, destinati a peggiorare in diversi casi, comprendono dolori articolari, difficoltà e fastidio nella masticazione, trasformazioni delle unghie che tendono a separarsi dalla loro sede naturale o a cambiare forma.

Anche un leggero o moderato dolore al gomito, per esempio, può essere il segnale dell’insorgere della psoriasi artropatica. È anzi un caso abbastanza comune che, con troppa facilità, è talvolta scambiato per una normale infiammazione, come quella che sovente colpisce chi gioca a tennis.

Ma quali sono i sintomi? I sintomi sono molti di più e, naturalmente, non è detto che debbano essere avvertiti tutti, all’inizio della malattia o durante il suo decorso.

È comunque opportuno che li teniate a mente: gonfiore delle dita dei piedi o delle mani, giunture arrossate e in alcuni casi calde al tocco, articolazioni rigide o gonfie e doloranti, dolore concentrato nella parte bassa e centrale della schiena, dolori alle caviglie e ai piedi che possono essere scambiati per una comune tendinite.

Ma non è tutto. Un senso di depressione così come una stanchezza perdurante, che non va via neppure in caso di riposo adeguato e giuste ore di sonno, rappresentano altri campanelli d’allarme ai quali dovete prestare ascolto.

Questo riguarda, in particolare, coloro che hanno sofferto di depressione, individuata come un fattore di rischio dai ricercatori che stanno studiando le cause di questa e di altre forme di psoriasi.

Come arrivare a una diagnosi? Precoce che sia, una diagnosi non può che basarsi sui sintomi. Non esistono, al momento, esami diagnostici in grado di confermare o scongiurare una psoriasi artropatica.

Un aumento dell’acido urico o della VES possono essere presi a indicatori sebbene non risultino sufficienti alla formulazione di una risposta diagnostica.

Un esame più invasivo, comunque sia, può aiutare a sciogliere i dubbi, quando si è in procinto di giungere alla diagnosi. Si tratta del prelievo del liquido della cavità articolare, detto artrocentesi, che permette di capire se si è di fronte a un’artrite gottosa – che come quella psoriasica causa tra l’altro gonfiori – o a una psoriasi artropatica.

Successivi esami più convenzionali, col ricorso all’ecografia, permettono di seguire l’evolversi della malattia. Ma solo una volta giunti a una diagnosi.

È però evidente che qualora soffriate di psoriasi e avvertiate i sintomi che riguardano le articolazioni la situazione si rende, di per sé, abbastanza chiara.

È importante comunicare al medico tanto l’esatta sintomatologia quanto la presenza di una psoriasi cutanea, anche quando questa è in fase remissiva. Non solo. È bene che ricordiate se, nel corso degli ultimi anni, avete attraversato periodi particolarmente stressanti, siete caduti in depressione, avete contratto qualche infezione, avete subito traumi da incidenti più o meno gravi, interventi chirurgici che, di per sé, rappresentano sempre un peso da assorbire per l’organismo.

Che cosa può accadere? A differenza di altri tipi di psoriasi, la psoriasi artropatica può provocare con maggiore frequenza seri danni, irreversibili e invalidanti nei casi peggiori.

Il fatto stesso che la malattia colpisca le articolazioni e che tenda a degenerare rapidamente, se non trattata in modo tempestivo, può pregiudicare la funzionalità di mani, gambe, braccia. Non solo.

Il rischio maggiore consiste nell’estensione dei problemi articolari a livello di colonna vertebrale, con conseguenze che possono rivelarsi gravissime.

Come curarsi e quali rimedi propone la medicina?

Una cura definitiva, in pratica, non esiste. Benché non si guarisca, è possibile vivere meglio e limitare i danni. Una terapia per la psoriasi artropatica deve sempre porsi tre obiettivi: migliorare per quanto possibile la funzionalità delle articolazioni colpite, ridurre il dolore, controllare e prevenire i danni articolari, diminuire il gonfiore.

Nelle forme più lievi, la psoriasi artropatica può essere trattata con comuni farmaci anti-infiammatori, quali i FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei) oppure, secondo protocolli sempre più adottati, attraverso farmaci antireumatici, in maniera tale da prevenire o rallentare la possibile degenerazione delle articolazioni.

Come le altre forme di psoriasi, però, la malattia alterna fasi di remissione e di attività. In entrambi i casi, è bene non abbandonare le cure.

In caso di insorgenza rapida e molto aggressiva della psoriasi artropatica o di una fase attiva particolarmente pesante, è possibile fare ricorso ai corticosteroidi.

In queste situazioni, di una certa gravità, i farmaci vengono iniettati all’interno dell’articolazione o, se non è possibile o necessario, per endovena o intra-muscolo. In base alla valutazione medica sulla gravità dell’episodio o della fase, infine, i farmaci corticosteroidi possono essere assunti anche per via orale.

Come tutte le malattie che colpiscono le articolazioni, il danno più evidente riguarda i movimenti del corpo. Una terapia di contrasto alla psoriasi artropratica deve di conseguenza prevedere anche un’attività fisica costante e calibrata sulle condizioni e sull’età del paziente, fisioterapia anche strumentale, eventuale ricorso ad ausili e dispositivi medici.

Nel caso in cui un’articolazione sia stata danneggiata in maniera definitiva, è inoltre necessario valutare l’opportunità o meno di ricorrere a un intervento chirurgico.

Non dimenticatevi, infine, di continuare a curare la malattia sul versante della pelle o, per intendersi, della psoriasi cutanea, adottando la terapia richiesta dalla fase di attività o di remissione della malattia.